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	<title>GAB -  Gruppo Archeologico Bergamasco &#187; Bergamo</title>
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		<title>La comunità protestante</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 16:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rodrigo Blanco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La comunità protestante]]></category>

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		<description><![CDATA[PATRIOTTISMO, FILANTROPIA, MECENATISMO A BERGAMO TRA &#8216;800 e &#8216;900 IL CONTRIBUTO DELLA COMUNITA&#8217; PROTESTANTE &#160; Con il termine di &#8220;protestanti&#8221; si indica l&#8217; insieme delle chiese sorte direttamente dalla Riforma, o che ad essa comunque si richiamano, anche se hanno un&#8217; origine più recente o più remota. La presenza protestante a Bergamo risale al XVI]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #800000;">PATRIOTTISMO, FILANTROPIA, MECENATISMO A BERGAMO TRA &#8216;800 e &#8216;900</span></h2>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">IL CONTRIBUTO DELLA COMUNITA&#8217; PROTESTANTE</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con il termine di &#8220;protestanti&#8221; si indica l&#8217; insieme delle chiese sorte direttamente dalla Riforma, o che ad essa comunque si richiamano, anche se hanno un&#8217; origine più recente o più remota.<br />
La presenza protestante a Bergamo risale al XVI secolo.<br />
I mercanti sono i primi che entrano in contatto con le nuove idee e che contribuiscono alla loro diffusione, comunicando esperienze personali e trasportando libri di autori riformati, libri che trovano proprio in Bergamo un centro di raccolta e smistamento. La Bergamasca con la Valtellina e i Grigioni era, in passato, un&#8217;importante zona di transito.<br />
L&#8217; Inquisizione costringe alla fuga molti italiani, che trovano protezione soprattutto negli ospitali cantoni svizzeri, dove la presenza dei rifugiati religiosi ha un notevole influsso specialmente nel settore della produzione e del commercio della seta.<span id="more-375"></span><br />
All&#8217; inizio essi lavorano per terzi, poi si mettono in proprio, diventano agenti spedizionieri, accumulano capitali che investono in commerci, immobili e banche.<br />
Venezia, potenza mercantile, combatte le eresie dei propri sudditi ma accetta sul suo territorio, anzi favorisce, la presenza di riformati stranieri.<br />
Gli scambi commerciali tra Bergamo ed i cantoni svizzeri sono frequenti. Si forma così nella città una colonia svizzera formata in parte anche da figli di ex rifugiati bergamaschi che, protetti dal salvacondotto della nazione amica, possono entrare senza problemi nel territorio della Repubblica Veneta. Essi provengono per lo più da Zurigo, sono giovani, ricchi, capaci ed aprono la strada a nuove fiorenti attività.<br />
Venezia è sempre più interessata ad un intenso commercio con la Svizzera ed è disposta a concessioni anche in campo religioso, in un periodo in cui, in altre zone, l&#8217; intolleranza raggiunge il suo apice.<br />
Nel XVIII secolo la colonia svizzera si amplia con numerosi arrivi dai Grigioni. Si tratta sempre di imprenditori nel settore della seta, che si stabiliscono definitivamente a Bergamo, impiantano filande, comprano terreni, case, intrecciano matrimoni. Nascono i primi &#8220;svizzeri bergamaschi&#8221;.<br />
Si va in Svizzera per studio o per lavoro, a Bergamo si resta per la vita. Sorge pertanto il problema di avere un pastore fisso per culti, matrimoni, battesimi, funerali. Il primo pastore, Johan Caspar Orelli, arriva nel 1807, data che è considerata l&#8217;inizio della Comunità Evangelica di Bergamo.<br />
Questa in estrema sintesi è la storia della colonia protestante in Bergamo, una presenza costante fino ai nostri giorni, caratterizzata dal rigore morale e dal senso del dovere di impostazione calvinista.<br />
La capacità imprenditoriale e lo spiccato impegno civile, presenti in questa comunità, hanno validamente contribuito allo sviluppo economico e sociale del territorio bergamasco. Il tema proposto è sviluppato in due visite distinte.<br />
La prima, impostata secondo un punto di vista storico, tratta del patriottismo e della filantropia di alcuni notevoli esponenti di origine svizzera, in un percorso che, partendo dalla Torre dei Caduti, include la Chiesa Evangelica di Via Roma, l&#8217; esterno ed il giardino di Palazzo Frizzoni, il palazzo settecentesco di Via T. Tasso, sede del Centro Culturale Protestante.<br />
La seconda visita è dedicata al mecenatismo, in un percorso nelle sale dell&#8217; Accademia Carrara, lungo il quale si possono ammirare le numerose e preziose opere donate alla città da famiglie protestanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I Castelli Bergamaschi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 16:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rodrigo Blanco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Trescore, Mnella, Niardo, Stanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Trescore &#160; In val Cavallina i Suardi, i Lanzi e i Terzi dominarono incontrastati fino all&#8217;avvento di Venezia sul territorio bergamasco. Era l&#8217;anno 1428. In quell&#8217;anno i capi della fazione ghibellina furono banditi e in gran parte mandati in esilio. I cittadini chiesero la distruzione dei castelli e delle rocche in Val Calepio e soprattutto]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Trescore</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>In val Cavallina i Suardi, i Lanzi e i Terzi dominarono incontrastati fino all&#8217;avvento di Venezia sul territorio bergamasco. Era l&#8217;anno 1428. In quell&#8217;anno i capi della fazione ghibellina furono banditi e in gran parte mandati in esilio. I cittadini chiesero la distruzione dei castelli e delle rocche in Val Calepio e soprattutto in Trescore e in Val Cavallina dove i Ghibellini dominavano da parecchi anni. E nel 1455 Venezia accondiscese ordinando di smantellare, abbassare torri e distruggere cortine.<br />
Degli antichi fortilizi ghibellini rimangono solo portali d&#8217;ingresso, tratti di cinte murarie e torri. Ad essi furono addossati in epoche posteriori costruzioni civili e rustiche che ne hanno mutato l&#8217;aspetto primitivo.<br />
Trescore conserva robustissime torri avanzi di possenti fortezze, costruite nelle contrade per far fronte alle frequenti incursioni delle popolazioni della vallata e della Val Camonica. Il paese era diviso in undici contrade, tre delle quali erano le principali: Piazza, Novale e Strada; TRES CURIE, da cui si vuol far derivare il nome del paese.<span id="more-373"></span></p>
<h3>Castello della Mnella</h3>
<p>Il castello resto fuori il paese Trescore sul colle della Mnela (vecchio nome di Molendinella derivato forse dalla presenza di mulini sul sottostante torrente Tadone) verso occidente. Apparteneva anticamente alla famiglia Lanzi che lo eresse nei primi anni del&#8217; 200 e lo possedette fino al 1428. Da quell&#8217;anno la costruzione prese la funzione di baluardo difensivo e fu lasciata andare in rovina, le torri abbattute, la cinta muraria abbassata e il mastio smantellato. Nel 1467 venne in potere, anche se per poco, dei Suardi. In epoche posteriori passò in altre proprietà.<br />
Il castello per la sua posizione e per le opere difensive (aveva una doppia cinta murata, una periferica ed una intorno al nucleo di abitazione) era considerato inespugnabile. Infatti, secondo quanto riferisce il Calvi, Pandolfo Malatesta in dieci mesi d&#8217;assedio non riuscì ad ottenerne la resa.<br />
Oggi si riconoscono le vestigia dell&#8217;antica cinta perimetrale entro la quale sono state costruite nel 1700 e nel 1800 edifici d&#8217;abitazione e una chiesetta dedicata a S.Michele.</p>
<h3>Castello del Niardo</h3>
<p>Il colle del Niardo si innalza tra paese di Trescore e la valle del Cherio. Certamente doveva essere un punto importante di difesa perché controllava dall&#8217;alto l&#8217;imbocco nord-est della Val Cavallina. Sul colle fu costruito non solo il castello, che si fa risalire XIII secolo, ma anche una rocca posta verso nord-ovest e distante dal castello duecento metri. I due edifici erano collegati probabilmente da un cunicolo sotterraneo.<br />
Del castello e della roca rimangono solo alcuni avanzi: la torre, l&#8217; antico mastio, che si eleva all&#8217; in-<br />
terno del cortile, costruita con blocchi di pietra dalle dimensioni e dal peso inconsueti; si accede ad essa mediante una porticina alta da terra sette metri; alcuni locali adattati a residenza intorno ai quali si sono aggiunte nuove costruzioni in epoche posteriori.</p>
<h3>Castello alle Stanze</h3>
<p>All&#8217;esterno della contrada detta Strada, dominava l&#8217;antica rocca dei Lanzi, della quale rimangono dati storici incerti.<br />
Dell&#8217;antico castello sono giunti a noi numerosi resti,ma delle torri nemmeno la traccia, solo muri del Xlll e XlV secolo che delimitano un vasto cortile.<br />
Nel castello, secondo quanto riferisce il Rinaldi, i Lanzi ospitarono nel 1327 Ludovico il Bavaro e nel 1355 l&#8217;imperatore Carlo lV.<br />
L&#8217;attribuzione al castello &#8220;Alle stanze&#8221; è dovuta alla presenza di pregevoli affreschi trecenteschi di soggetto cavalleresco che decorano alcuni locali nei quali probabilmente alloggiarono gli imperatori.</p>
<p>Per la visita dei castelli descritti non esistono orari di sorta in quando sono visibili solo le parti esterne.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I Castelli Bergamaschi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 16:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rodrigo Blanco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Solza]]></category>

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		<description><![CDATA[Solza &#160; Il castello,costruito in Solza,paese posto all&#8217;estremità occidentale della provincia di Bergamo, a 9 km da Medolago, e sul ciglione delimitante ad est la valle dell&#8217;Adda, lungo il confine tra l&#8217;antico ducato di Milano e lo stato di Bergamo, è stato possesso per secoli della famiglia Colleoni,una delle maggiori famiglie di Bergamo che ebbe]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Solza</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il castello,costruito in Solza,paese posto all&#8217;estremità occidentale della provincia di Bergamo, a 9 km da Medolago, e sul ciglione delimitante ad est la valle dell&#8217;Adda, lungo il confine tra l&#8217;antico ducato di Milano e lo stato di Bergamo, è stato possesso per secoli della famiglia Colleoni,una delle maggiori famiglie di Bergamo che ebbe cariche ed uffici nella vita cittadina dal XII al XV secolo.<br />
Paolo Colleoni,genitore del grande condottiero Bartolomeo, abitando a Solza, nel 1405, conquistò il fortissimo baluardo di Trezzo, appartenente ai ghibellini,e vi si stabili. Ma, nell&#8217;ottobre dello stesso anno, Facino Cane e, nel 1406, Giacomo del Verme, unitisi ai cugini di Paolo Colleoni, assalirono il castello uccidendo il proprietario.<br />
Nel 1395, nel castello di Solza, era nato, da Paolo Colleoni e da Riccadonna dei Valvassori di Medolago, Bartolomeo. Alla morte del conte Riccadonna dei Valvassori, rilasciata dopo un anno di prigionia e spogliata di beni del marito, fu costretta a vivere con il piccolo Bartolomeo nel castello di Solza.<span id="more-371"></span><br />
All&#8217;età di diciassette anni Bartolomeo si recò a Piacenza al servizio di Filippo Arcelli, signore della città.<br />
Poco dopo, poco più che ventenne si accinse a compiere a piedi il viaggio da Piacenza a Napoli, dove si<br />
arruolò nelle schiere del capitano Braccio. Al fianco di Braccio partecipò alla battaglia dell&#8217;Aguila in difesa della regina di Napoli, Giovanna II d&#8217;Angiò che lo insigni, per il coraggio e l&#8217;audacia dimostrati, dello stemma dalle due bande con le teste di leone.<br />
Nel 1425 offri il suo braccio e i suoi servigi al Carmagnola che gli affidò le sue truppe. Dopo la pace di Maclodio firmata a Ferrara il 19 aprile 1428 tra il ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, la Serenissima estese il suo dominio sui territori di Bergamo e Brescia. Era giunto il momento perché si potesse realizzare il sogno di Bartolomeo. Le sue prodi imprese gli permisero di iniziare la carriera di capitano di ventura che lo avrebbe portato al comando delle truppe della Serenissima.<br />
Il costello, oggi, presenta i suoi lati sud ed ovest, l&#8217;inverno, da secoli, è abitazione rurale ed è stato recentemente risstrutturato ed è sede di mostre ed eventi. Pietre squadrate ai cantonali e nel portale, pietrame misto a ciottoli di fiume del vicino Adda e del Torrente Grandone ne costituiscono il corpo di fabbrica.<br />
All&#8217;angolo fra le due strade doveva elevarsi una torre, mozzata con il passare in altre proprietà.<br />
Una lapide ricorda che fra queste mura nacque Bartolomeo Colleoni,che la storia riconosce tra i più grandi condottieri del suo tempo.</p>
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		<title>I Castelli Bergamaschi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 16:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rodrigo Blanco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Marne]]></category>

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		<description><![CDATA[Marne &#160; Marne è una frazione di Filago e dista 2 km da Madone, sorge alla confluenza del torrente Dordo nel Brembo, ancora oggi in questo punto sono visibili i resti di un ponte probabilmente romano. Il torrente Dordo qui forma un breve, ma pittoresco &#8220;canion&#8221;, nella parente del quale si apre un condotto, da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Marne</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Marne è una frazione di Filago e dista 2 km da Madone, sorge alla confluenza del torrente Dordo nel Brembo, ancora oggi in questo punto sono visibili i resti di un ponte probabilmente romano. Il torrente Dordo qui forma un breve, ma pittoresco &#8220;canion&#8221;, nella parente del quale si apre un condotto, da tempo chiuso, che si presume collegasse il castello di Marne con quello di Trezzo.<br />
E&#8217; proprio in questa zona che si innalza il castello di Marne.<br />
Le origini del castello risalgono alla prima metà del XIV secolo. Della prima opera fortilizia rimane solo la struttura consistente la parte bassa della torre con la porta d&#8217;ingresso.<span id="more-369"></span><br />
Di proprietà della famiglia guelfa degli Avogadri fu testimone di lotte di fazione. Nel 1398 Giangaleazzo Visconti, signore di Milano, mandò le sue truppe per occupare i castelli di Ghisalba, Redona, Comonte e Marne. Il castellano di Marne, Marco Avogadri, dovette cedere alle prepotenze del duca. Negli anni che seguirono, particolarmente nel 1403 e ancor più nel 1404, si verificarono fatti d&#8217;arme nei paesi dell&#8217;Isola, fra cui Marne, che furono assaltati e devastati dalle squadre guidate da Pandolfo Malatesta. Nel 1406 subì anche le ribalderie di Giacomo dal Verme.<br />
Il castello, durante tutte queste traversie, fu danneggiato più volte tanto che il Senato Veneto, dopo averlo dato in feudo nuovamente agli Avogadri, con il decreto del 3 giugno 1429, concedeva loro di &#8220;ricostruire il ruinato castello con le solite opportune esenzioni&#8221;.<br />
Ancora nel 1705, al tempo della guerra di successione di Spagna, durante le scorribande in Lombardia dei francesi i dei tedeschi, Marne e molti paesi dell&#8217;Isola furono devastati e saccheggiati dai tedeschi e si dice che il castello Fermo Avogadri fosse costretto a fuggire a Ponte S.Pietro per cercare aiuto.<br />
Negli ultimi decenni dell&#8217;ottocento, dopo essere passato in altre proprietà, fu acquistato dai conti Colleoni che lo possiedono tuttora. Per iniziativa di Marino Colleoni fu restaurato e trasformato in residenza estiva; i suoi discendenti completarono l&#8217;opera di ristrutturazione con un arredamento signorile di gusto me-<br />
dioevalizzante e adattando a parco il lungo spalto dominante il Brembo.<br />
Oggi la signorile dimora ci appare di notevoli dimensioni per aggiunta di due ali ad angolo fra loro, con portico e sale al pianterreno e locali di abitazione al piano superiore, erette nel secolo scorso.<!--more--><!--more--></p>
<p>L&#8217;interno del castello è visitabile solo in occasione di mostre od esposizioni.</p>
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		<title>I Castelli Bergamaschi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 16:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rodrigo Blanco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Costa di Mezzate]]></category>

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		<description><![CDATA[Costa di Mezzate &#160; A difesa del territorio allo sbocco della Val Cavallina, naturale continuazione della Val Camonica, tra Seriate e Gorlago intorno al 1000 sorsero ben quattro castelli, a Comonte, a Brusaporto, a Costa Mezzate e a Monticelli, i primi di famiglia guelfa (i Rivola), gli altre due di famiglie ghibelline (gli Albertone e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Costa di Mezzate</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>A difesa del territorio allo sbocco della Val Cavallina, naturale continuazione della Val Camonica, tra Seriate e Gorlago intorno al 1000 sorsero ben quattro castelli, a Comonte, a Brusaporto, a Costa Mezzate e a Monticelli, i primi di famiglia guelfa (i Rivola), gli altre due di famiglie ghibelline (gli Albertone e i Suardi).<br />
Dei quattro castelli rimangono soltanto alcuni ruderi medioevali (Xll e Xlll secolo) che permettono, però, di ricostruire le strutture militari allora esistenti.<br />
Dell&#8217;antico complesso di Costa Mezzate resta una parete merlata con torre che costituisce un eccellente documento di architettura castellana lombarda del&#8217; 200.<span id="more-367"></span><br />
A mezza costa si eleva un altro castello che corso dei secoli ha subito a più riprese trasformazioni ed integrazioni dal XVl al XlX secolo assumendo l&#8217;aspetto attuale. Al primitivo nucleo si aggiunse un elegante giardino all&#8217;italiana con alberi centenari, ambienti interni abbelliti e impreziositi da decorazioni plastiche e pittoriche, da tappeti, da mobili, da intarsi fantoniani e quadri di grandi maestri, quali il Lotto, il Moroni, Van Dyck. Altre sale custodiscono armi, armature e uniformi conservate con meticolosa cura.<br />
Nucleo originario del sistema di fortificazione sono le due torri, una sulla vetta del colle, l&#8217;altra alle pendici; intorno a quest&#8217;ultima nel Xll e Xlll secolo sorse il borgo di Costa Mezzate. La fortificazione venne costruita per ordine di Ottone, imperatore di Germania. Venne acquistata da Alberto degli Albertoni, console di Bergamo nel 1160. Passò poi in eredità ai conti Camozzi-Vertova che la possie-dono tuttora. La famiglia dei conti Camozzi-Vertova, la cui nobiltà ha origini antichissime (le fu con-ferito il titolo comitale da Carlo V), annovera tra i suoi discendenti studiosi, scienziati, uomini d&#8217;arme i cui ritratti sono conservati nelle sale del castello.<br />
Le due costruzioni castellane, quella alla sommità del colle e quella a mezza costa, non ebbero eventi storici di grande rilievo. Solo lo storico Celestino Colleoni nella sua &#8220;Historia quadripartita&#8221; ricorda fatti d&#8217;armi degni di nota. Nel 1380 le truppe di Bernabò Visconti saccheggiarono le terre di Bagnatica e di Mezzate, ma non le rasero al suolo; nel 1433, dopo la pace tra i Visconti e la Repubblica<br />
Veneta, gli abitanti di Bagnatica e di Mezzate furono esentati per cinque anni da ogni carico tributario in riconoscimento della loro fedeltà ai veneziani.</p>
<p>Il castello, proprietà privata, non è visitabile.</p>
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